martedì 20 ottobre 2009

Giornata strana

Giornata veramente strana e struggente quella di oggi... sono andata a dire addio a quella persona che, a tutti titoli nonostante il non trasferimento sul piano giuridico, è stato mio suocero per 12 anni.
Dodici anni non sempre idilliaci, dodici anni in cui mi sono sentita giudicata, inadeguata, non accettata, anzi direi sopportata...
Dodici anni seguiti da sette anni di quasi assenza nella loro vita, ma oggi, oggi, è stato come se nulla fosse mai successo, come se fossi ancora parte integrante di quel grande sistema che è la sua famiglia... anzi, ora che ci penso, proprio come se nulla fosse successo visto che nemmeno oggi ho trovato una collocazione reale in quel grande puzzle... c'erano i figli, i generi, le nuore, i nipoti, i fratelli, altri parenti misti tra il riconoscermi e il non salutarmi... ed io? Ero lì presente senza una destinazione d'uso... utile nel momento del bisogno ed invisibile al momento del chiudersi del loro cerchio del dolore...
Così mi sono ritrovata sola nella mia macchina a piangere... piangere quel duplice lutto della mia vita... aver fatto parte del tutt'uno per pochi istanti e poi esserne stata scaraventata fuori... di nuovo

Lo Spigolatore: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

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